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La fiscalità comportamentale: l’aumento dell’imposta sui tabacchi per ridurre il consumo di tabacco (ritenuto particolarmente dannoso per la salute secondo le ultime indicazioni dell’Oms)

Si rafforza il ruolo dei poteri pubblici nell’indirizzare i cittadini all’assunzione di condotte “virtuose”. 

È quello che emerge dalla bozza dell’ultima legge di Bilancio 2026 che all’art. 28, ha previsto, per gli anni 2026-2027-2028, un graduale aumento dell’importo minimo delle accise su sigarette e altri prodotti contenenti tabacco.

  Viene, inoltre, rideterminato il coefficiente per il calcolo delle accise sui prodotti a tabacco riscaldato, nonché per l’imposta sul consumo delle sigarette elettroniche, con o senza nicotina.

  Il provvedimento è in linea con l’ultimo report dell’Oms (2025) che ha evidenziato i notevoli rischi che possono derivare dal consumo di tabacchi e sigarette elettriche.

  Per queste ultime, in particolare, è forte l’allarme soprattutto perché il consumo riguarda i giovani più inclini a maturare delle dipendenze dal tabacco.

 Nella legge di bilancio è prevista, inoltre, una nuova disciplina per le nicotine pouches, che include il divieto di vendita a distanza, obblighi di tracciabilità delle spedizioni, limiti di nicotina per involucro, avvertenze sanitarie e obblighi di sicurezza sulle chiusure a tutela dei bambini.

Nonostante il numero di consumatori di tabacco sia negli anni in gran parte diminuito, a riprova della efficacia degli strumenti messi in atto, l’OMS dichiara che la lotta ancora non è finita

Scende in campo, allora, il potere impositivo, il quale diventa “ausiliario” dello Stato nel perseguimento di fini istituzionali, quali, appunto, la tutela della salute.

 L’imposta sui tabacchi rientra, infatti, nell’alveo della “fiscalità comportamentale” funzionale ad indirizzare i contribuenti all’adozione di condotte e stili di vita “virtuosi”. 

 Si tratta di tributi con finalità extrafiscale che, oltre al recupero di entrate (interesse fiscale), contribuiscono al perseguimento di fini istituzionali (tutela della salute). 

 Tali tributi, al pari della sugar tax, si fondano su “nuovi indici di capacità contributiva” i quali derogano ai tradizionali indici: reddito, patrimonio e consumo. 

La strategia messa in atto dal fisco si propone di perseguire due obiettivi: diminuire il consumo di tabacco con conseguente riduzione del rischio di malattie conseguenti all’utilizzo di tabacco o sigarette elettroniche e, dall’altro, alleggerire il sistema sanitario.

Daniela Mendola

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